RIPOSA IN PACE, NONNO! 2° PARTE

 

 

1. [ CIMITERO ORLEANS. Tutti le persone se ne sono andate e restano davanti alla tomba soltanto Scott e il Sig. Moore.]

 

SIG. MOORE: [ baciando la testa del figlio] ti aspettiamo in macchina… fai con tutta calma.

SCOTT: [ piccolo sorriso] grazie papà

 

[ I ragazzi si avviano verso le loro macchine per andare alla veglia dagli zii di Scott. ]

 

CHRIS: Alex vi fa niente allungarmi in stazione?

ALEX: [ incuriosito] perché dove devi andare?

CHRIS: [ titubante] Mi sono ricordato che ho una commissione urgente da fare a casa e non mi va di farvi tornare tutti indietro?

RYAN: ma non puoi farla più tardi?

CHRIS: No, perché le banche saranno già chiuse al nostro rientro e io devo per forza farlo…

ANDREA:  Ma Scott ci resterà male?

CHRIS: A Scott lo avevo già detto… allora mi accompagnate o no?

 

[ In lontananza ci sono Macy e Matt mentre David si è allontanato frettolosamente. Jenny però lo ha visto. ]

 

JENNY: [ guardando David] non è possibile! Ragazzi vi raggiungo alla veglia… c’è David!

ALEX: Che ci fa qui Becker?

ALICIA: Sarà qui per lei…

ANDREA: Vai pure. Ci vediamo dopo [ girandosi verso gli altri] voi andate pure, io e Ryan accompagniamo Chris alla stazione e vi raggiungiamo…

ALICIA:ok…

 

[ Jenny si avvia verso l’altra entrata, accelerando il passo perché David sembra volersene andare velocemente. Nel frattempo Matt guarda Macy]

 

MATT: Ehi perché non vai da lui? Mi sembra il momento buono.

MACY: Non credo mi voglia vedere…

MATT: Io sono sicuro che gli fa piacere sapere che sei venuta.

MACY: dici?

MATT: [ facendo segno con la testa] vai! Io ti aspetto in macchina.

MACY: d’accordo.

 

[ Macy si avvia verso Scott che è ancora immobile davanti alla lapide del nonno]

 

SIGLA: OUR LIVE – THE CALLING

 

2. [ PARCHEGGIO DEL CIMITERO DI ORLEANS. David sta salendo in macchina quando viene raggiunto da Jenny]

 

JENNY: Ehi! Perché scappi senza nemmeno salutarmi?

DAVID: [ scontroso] ma se nemmeno ti sei accorta della mia presenza…

JENNY: Ah No! E allora come mai sarei qui?

DAVID: Senti Jenny… fammi andare a casa… mia madre mi aspetta [ facendo per entrare in macchina]

JENNY: [Fermandolo] eh no, tesoro… ora mi dici che ti prende…

DAVID: Niente!

JENNY: [ mettendo le mani sui fianchi] Niente? E tu mi vorresti far credere che ti sei fatto 40 km per venire al funerale del mio migliore amico e basta?

DAVID: In realtà mi sono fatto 40 km per venire a consolare e stringere la mano alla mia ragazza per farle sentire che c’ero, ma a quanto pare ho sbagliato tutto.

JENNY: [ scuotendo la testa] che intendi dire!

DAVID: Tu sei forte abbastanza e non hai bisogno di me… anzi tu sei brava ad aiutare tutti, a correre in ospedale da me e poi andare al funerale del nonno di Scott per tenergli la mano…

JENNY: [ allibita] David stai scherzando, vero? Stiamo parlando di un funerale. Io tenevo la mano a Scott per fargli sentire che ci sono. Cavolo! Lui è il mio migliore amico!

DAVID: E io sono il tuo ragazzo!

JENNY: [ sospirando] Se tu non capisci la differenza dei miei sentimenti per te e quelli per Scott allora vuol dire che non hai capito niente di me

DAVID: Ma non ti è mai venuto in mente che forse tu non hai un comportamento diverso… che ti comporti con me allo stesso modo che con Scott….

JENNY: Ma questo non è vero!

DAVID: Senti io non riesco a stare in un triangolo ok? Hai visto come sono finiti Macy e Scott e io non ho intenzione di passare anni con te e poi scoprire che il mio timore era fondato…

JENNY: Ma tra noi è diverso. Io non so Macy cosa prova o provava per Scott ma io so cosa provo per te! [ prendendogli le mani] David guardami! Non c’è nessun triangolo!

 

[ David la guarda per un momento e poi senza rispondergli entra in macchina e se ne va via sgommando. Jenny lo guarda andare via e poi s’incammina verso la casa dello zio di Scott.]

 

3. [CIMITERO DI ORLEANS. Scott è davanti alla tomba del nonno, con la testa bassa che lo sta salutando. Macy si avvicina a lui lentamente. ]

 

MACY: [ mettendogli una mano sulla spalla] era un uomo eccezionale.

SCOTT: [ senza alzare la testa] ma non capisco perché non mi abbia detto che stava male.

MACY: Non devi avercela con lui. Tuo nonno ti amava tanto e voleva proteggerti.

SCOTT: [ guardandola] sai di cosa abbiamo parlato il giorno che è andato via da Provincetown? Di te.

MACY: [ sorpresa] di me?

SCOTT: Sì, mio nonno credeva che un grande amore come il nostro non poteva finire così e che bisogna sempre lottare per le persone che si amano

MACY: E’ vero.

SCOTT: Bè io ho provato a lottare ma tu mi hai respinto.

MACY: [ abbassando la testa] Scott… io… ho bisogno solo…

SCOTT: Non continuare ti prego… [ abbassando la testa] mi spiace per come mi sono comportato l’altro giorno

MACY: Non importa…

SCOTT: Vuoi dire che non ci sei rimasta male?

MACY: [ facendo un piccolo sorriso] veramente ci sono rimasta malissimo… ho anche pianto, ma forse anche io avrei reagito allo stesso modo

 

[ I due restano un momento in silenzio]

 

SCOTT: [ guardandola negli occhi] Grazie Macy di essere venuta. Per me è stato importante.

MACY: Non sarei mancata per nulla al mondo. [ baciandolo sulla guancia] ora devo andare, ma chiamami se hai bisogno di me… anche solo per parlare.

SCOTT: [ acconsentendo] ci puoi contare. Ciao

 

[ Macy si avvia e Scott s’incammina dalla parte opposta. Macy raggiunge la macchina di Matt]

 

MATT: Allora?

MACY: Tutto bene. E grazie di avermi accompagnata, davvero

MATT: E’ un piacere… senti che ne dici di approfittare del fatto che siamo qui e andiamo a farci un giro per negozi?

MACY: [ aggrottando le sopracciglia] Matt Rustin non dirmi che ami lo shopping?!

MATT: [ salendo in macchina] in realtà lo odio ma so che a voi donne piace…e soprattutto vi distende i nervi…

MACY: [ salendo in macchina] sei ricco di sorprese!

MATT: Lo prenderò come un complimento!

 

[ I due sorridono e si avviano verso il centro e non si accorgono che Scott da lontano ha visto tutta la scena e un velo di tristezza è comparso nei suoi occhi.]

 

4. [ CASA BECKER. Lucy è in camera sua sdraiata sul suo letto che pensa a tutti gli avvenimenti accaduti nel giro di 24 ore. La corsa in ospedale, la litigata con Asia, il preside…. Finché non vede il suo cellulare illuminarsi]

 

LUCY: Pronto?

DANIEL:[ al telefono] ciao tesoro che fai?

LUCY: niente. Sono in camera mia.

DANIEL: Ma io credevo fossi da tua madre.

LUCY: Infatti dovrei, solo che mi ha rispedita a casa…

DANIEL: devi capirla vorrà restare un po’ sola…

LUCY: bha, secondo me era solo stanca di avermi tra i piedi.

DANIEL: Sei la solita drastica… che ne dici se vengo a prenderti e ce ne andiamo a mangiare un gelato gigante?

LUCY: [ dispiaciuta] non mi va molto di uscire…

DANIEL: Bè allora potrei passare da te con il gelato e dvd che ne dici?

LUCY: dico che sei un tesoro. Vieni quando vuoi.

DANIEL: Ok a dopo.

 

[ Appena Lucy mette giù, sente il campanello suonare e dopo un istante qualcuno bussa alla sua porta]

 

NICK: [ entrando con la testa] E’ permesso?

LUCY: [ sedendosi sul letto] Nick!

NICK: Ho saputo della sospensione… [ sedendosi accanto a lei]

LUCY: già… mi dispiace di aver litigato con Asia, ma…

NICK: [ interrompendola] Ho appena finito di litigare con lei.

LUCY: [ quasi felice ma cercando di nasconderlo] Oddio non sarà stata per causa mia, vero?

NICK: A dir la verità ho sempre saputo che Asia non è sempre docile però giuro che ha volte è anche dolce

LUCY: [ stizzita] con un fisico mozzafiato, molto estroversa…come resistere?

NICK: Si ho capito dove vuoi arrivare… ma guarda non è sempre così

LUCY: Se lo dici tu…

 

[ Qualche minuto di silenzio]

 

LUCY: Mia mamma è stata in ospedale, il mio patrigno la picchia.

NICK :[ serio] cosa?

 

[ Lucy inizia a spiegare tutti gli avvenimenti a Nick, che la guardava allibito da quello che gli raccontava]

 

5.[ PARADISE PUB. Step sta pulendo il bancone quando i ragazzi entrano nel locale e si siedono al solito tavolo]

 

ALEX: sono sfinito.

ALICIA: non dirlo a me… i funerali sono così…

RYAN: distruttivi!

ANDREA: Io devo andare in bagno…

ALICIA: vengo con te.

RYAN:[ guardando Alex] perché Susan e George non sono venuti qui?

ALEX: [ agitandosi] perché state guardando me?

RYAN: [ ridendo] pensavo che sapessi ogni movimento di Susan! Sì… cosa c’è tra voi due?

ALEX: tra noi due? Niente! Siamo amici e compagni di università che vi viene in mente?  E poi ha un ragazzo non ve lo dimenticate…

RYAN: Ok, ma non scaldarti troppo!

ALEX: Io non mi scaldo… è solo che mi date sui nervi quando mi prendete in giro così? Piuttosto avete chiesto a Chris dove doveva andare?

RYAN: Tornava in paese?

ALEX: Ah! Sì allora prova a chiamarlo…

ANDREA: Chi vorresti chiamare?

RYAN: [ facendole posto accanto a lui] Chris…magari ci può raggiungere

ALICIA: Ma davvero credete che vi abbia detto la verità?

RYAN: Sì

ALICIA: Secondo me mentiva

ALEX: Dici? Oddio chissà quale sarà il suo mistero

ANDREA: Basta che non sia droga o qualcosa di illegale, poi va bene.

 

[ I ragazzi restanti continuarono a parlare e scherzare tra loro.]

 

6. [ CASA TRAY. George e Susan sono appena arrivati a casa della ragazza. Susan è in cucina a salutare i suoi genitori mentre George la  sta aspettando in camera sua.]

 

SUSAN: [ entrando] eccomi…

 

[ George non risponde e fissa la scatolina del test di gravidanza che aveva recuperato dal cestino del bagno. ]

 

SUSAN: [ togliendosi le scarpe] George che cosa hai?

 

[ Susan alza la testa e quando vede quello che George ha in mano si pietrifica]

 

GEORGE: Quale è l’esito?

SUSAN: Ma non è mio…

GEORGE: E allora cosa ci faceva nel tuo bagno?

SUSAN: [ con voce tremante] l’altro giorno Valery è venuta da me disperata e ha fatto il test… [ alzandosi e muovendosi senza una meta precisa] per fortuna è stato negativo…

GEORGE: [ guardandola] hai finito di prendermi in giro?

SUSAN: Ma è la verità!

GEORGE: Valery è una settimana che non la vedi… me lo ha detto lei ieri, quando l’ho incontrata in biblioteca.

SUSAN: [ rossa] Ma è una cosa delicata… mica veniva a di-

GEORGE: [ Urlando] Susan basta!

 

[ Rimangono un attimo in silenzio]

 

GEORGE: [ calmandosi] ti rifarò la domanda… quale è l’esito?

SUSAN: [ mordendosi il labbro] positivo!

GEORGE: [ allargando gli occhi] Come è possibile? Insomma io e te è parecchio che… [ bloccandosi e alzandosi di scatto] non è possibile…

SUSAN: [ con le lacrime agli occhi] lasciami spiegare…

GEORGE: E’ evidente che il figlio che hai in grembo non è mio… da quanto tempo è che mi prendi in giro?

SUSAN: Io…

GEORGE: [ urlando] Da quanto tempo?!!

 

[ La sig.ra Tray sentendo urlare, va verso camera della figlia]

 

SIG.RA TRAY: [ bussando] Tutto bene?

SUSAN: Si mamma non preoccuparti..

 

[ La sig.ra Tray se ne va e Susan abbassa lo sguardo]

 

SUSAN: Da qualche settimana dopo il Boston Musical Festival…

GEORGE: Come hai potuto prendermi in giro per tutto questo tempo? Come hai fatto a guardarmi in faccia e dirmi che mi amavi quando mi tradivi alle spalle…

SUSAN: Mi dispiace…

GEORGE: Lo ami?

SUSAN: [ pensando un attimo] Non so, ma non riesco a far meno di lui… e nemmeno di te…

GEORGE: [ ridendo sarcastico] Non puoi stare con me e andare con un altro lo sai vero? Io ti amo tantissimo e ho fatto tanto per avere una storia importante con te e tu invece… [ andando verso la porta] lasciamo stare… [ apre la porta]

SUSAN: [ piangendo] ti prego George non te ne andare!

GEORGE: Addio Susan.

 

[ George se ne va sbattendo le porte e Susan si butta sul letto piangendo]

 

 

7. [ CASA BECKER. Lucy e Nick sono sotto il portico]

 

NICK: Sicura che non devo restare a farti compagnia?

LUCY: Non ti preoccupare, Daniel dovrebbe arrivare a momenti

NICK: Bè … allora… se hai bisogno di qualcosa chiamami!

LUCY: Certo! [ Abbracciandolo] Grazie di essere passato.

NICK: E’ stato bello chiacchierare ancora con te.

LUCY: Quando vuoi.

NICK: [ baciandole la fronte] Ti voglio bene Lucy Becker.

LUCY: Ti voglio bene anche io Nick Dickens

 

[ I due si abbracciano stretti per qualche istante mentre dall’altro lato della strada Daniel li sta osservando e ingelosito butta il gelato nel cestino e se ne va ]

 

8. [CASA MITCHEL. Matt parcheggia la macchina di fronte alla casa di Macy e spegne il motore]

 

MATT: eccoci a casa.

MACY: Non so proprio come ringraziarti.

MATT: E cosa avrei fatto di tanto speciale?

MACY: Prima di tutto, non credo che sarei mai riuscita ad andare a parlare con Scott e poi mi hai regalato un pomeriggio davvero carino..

MATT: [ alzando le spalle] se mi avessi lasciato comprare quella bella maglietta per te

MACY: Ma smettila! Costava troppo…

MATT: Va bè non insisto… comunque sono stato davvero bene anche io…

 

[ I due si guardando intensamente per qualche secondo finché Macy sposta lo sguardo]

 

MACY: Io devo entrare… mia madre..

MATT: Ti sta aspettando.

MACY: Già…

 

[ Macy apre la portiera e dopo un secondo si gira di scatto]

 

MACY: Matt che ne dici se venerdì usciamo a cena insieme?

MATT: [ stranito] io e te?

MACY: Sì, vorrei portarti in un posto carino per ringraziarti di oggi..

MATT: Ma sì, perché no…

MACY: [ sorride e scende dall’auto] Ah Rustin… non è un appuntamento

MATT: [ la guarda e sorride] Nemmeno ci avevo pensato

 

[ Macy sorride e attraversa la strada, mentre Matt la osserva quando il cellulare inizia a suonare]

 

MATT: Pronto? [ sorridendo] Sam! Che bello sentirti…

 

[ Matt accende la macchina e riparte verso casa stando al telefono con Sam]

 

9. [ TRENO PER PROVINCETOWN. Karen è sul treno che sta leggendo un libro, tentando così di non far venire a galla i ricordi dell’ultima volta che era salita sul quel treno. Era sicura di aver superato tutti i sentimenti contrastanti che provava per quel ragazzo che l’aveva così tanto ferita, ma non riusciva  a smettere di credere che se non fosse stato per lui, lei non avrebbe mai potuto amare ancora qualcuno in quel modo. Il suono del cellulare la riporta alla realtà]

 

KAREN: Pronto?

JESSICA: Amore mio, tutto bene?

KAREN: [ sorridendo] Jessica che bello sentirti! Si tutto bene, sono quasi arrivata e tu tutto bene in Spagna?

JESSICA: a meraviglia. Ho conosciuto un tipo ieri sera. [ Eccitata] si chiama Pablo e assomiglia ad Antonio Banderas

KAREN: Caspita come ti invidio…

JESSICA: Potresti sempre venirmi a trovare… [ con voce furba] sono sicura che troveresti molto interessante il suo amico.

KAREN: Ne sono certa… ma ora sono troppo presa da questa cosa. Non vedo l’ora di ritrovarmi sul treno di ritorno per Portland.

JESSICA: [ comprensiva] Vedrai che tornare a Provincetown non sarà così difficile come credi.

KAREN: [ dubbiosa] forse… ma se dovessi rivederlo, non credo che avrò la tua forza e andare via senza parlargli.

JESSICA: E tu fai quello che ti senti… [ con tono pacato] se vuoi parlargli fallo, se invece non ce la fare evitalo…[ dopo un attimo] tesoro sto finendo i soldi… buona fortuna… ci sentiamo presto.

KAREN: Ok a presto. Ti voglio bene.

JESSICA: Anche io.

 

[ Karen spegne il cellulare e dopo aver fatto un bel sospiro ricomincia a leggere il suo libro]

 

10. [CASA MCFLY. Scott e Jenny sono in salotto. Lei seduta sul divano e lui sulla poltrona affianco che parlano]

 

JENNY: E così c’era anche Macy? Non l’ho vista!

SCOTT:Era rimasta indietro perché aveva paura di una mia reazione..

JENNY: ci credo, se pensi a come l’hai trattata l’ultima volta che è venuta per te.

SCOTT: non farmici pensare… ad ogni modo mi ha fatto piacere parlarle.

JENNY: Tu la ami ancora?

SCOTT: [ sospirando] tantissimo. Ma oggi ho capito una cosa…

JENNY: Illuminami che magari potrei aver bisogno anche io…

SCOTT: Che devo lasciarle il suo tempo. Vedi Jenny, lei ha sofferto molto per l’amicizia che ci lega ma ha sempre cercato di sorvolare, poi alla fine quel nostro [ mordendosi il labbro] ‘ incidente ‘ l’ha sconvolta più di quello che io avrei potuto pensare…

JENNY: [ triste] l’idea di un triangolo..

SCOTT: Esatto… quindi ho deciso di lasciarle il suo spazio… non voglio rinunciare alla nostra amicizia ma voglio lei… quindi penso che ora cercherò di riavvicinarmi a lei prima come amico e poi spero che un giorno lei ricominci a fidarsi di me tanto da darmi un’altra possibilità.

JENNY: E non ti crea problemi il fatto che si stia vedendo con Rustin?

SCOTT: Ma è solo un suo amico… [ stringendo gli occhi]e comunque non sta più con me e io non ho diritti a parte cercare di non mollare… Rustin dovrà sudare duro se vuole portarmela via!

JENNY: come vorrei anche io essere così sicura come te!

SCOTT: [ aggrottando le sopracciglia] in che senso?

JENNY: Oggi al cimitero c’era anche David. Sapeva che per me era importante venire al funerale di tuo nonno e lui aveva deciso di venire al cimitero per tenermi la mano e farmi capire che c’era…

SCOTT: Bel gesto mi sembra… insomma da David non me lo sarei aspettato!

JENNY: [ guardandolo male] Scott!

SCOTT: Scusa… continua.

JENNY: Lui mi ha visto mano nella mano con te e poi il nostro abbraccio e ha rimesso in piedi le difese!

SCOTT: Ma stavi cercando di starmi vicino…

JENNY: [ sistemandosi i capelli] Lo sa questo. Ma quello che lo ha fatto stare male è vedere il legame che c’era tra noi, nonostante la situazione, lui ha visto nel nostro abbraccio la forte amicizia che abbiamo e si è spaventato… e sai che mi ha detto? [ portando le gambe dietro il sedere] che non vuole soffrire come Macy ha sofferto con te!

SCOTT: Il triangolo!

JENNY: Esatto. E io non so che fare perché so che non ha torto ma non so come fargli capire che sto con lui e non con te!

SCOTT: Dimostraglielo

JENNY: Cioè?

SCOTT: Lo ami?

JENNY: Penso di sì… [ guardandolo] sì.

SCOTT: [ sorridendo ] mi sembra strano che sia io a dirtelo ma… va da lui.

JENNY: Ma è lui che ha litigato con me?

SCOTT: Vedi? E’ questo che intendo con dimostraglielo… lui ha litigato con te, ma a causa del famoso “ triangolo” quindi tu vai da lui e spiegagli che non deve temere e che tu vuoi stare con lui… insomma fai tu la prima mossa…

JENNY: [ pensandoci] già fargli capire che tengo a lui… facendomi vedere superiore al litigio…

SCOTT: [ alzandosi] Esatto… ora vado a casa.

JENNY: [ alzandosi] Grazie… e spero che anche per te un giorno torni il sereno…

SCOTT: Lo spero anche io …

 

[ I due ragazzi si abbracciano forte e poi Jenny accompagna Scott alla porta]

 

11. [TRENO PER PROVINCETON. Chris continua a guardare quella strana ragazza che ha di fronte perché dopo aver sentito che stava tornando a Provincetown, gli venne un flash e gli sembra di averla già vista. Oltre tutto era una bella ragazza e lui era da troppo tempo che non attaccava bottone con una. Nemmeno a farlo apposta a Karen scivola un biglietto dal libro, così Chris si china e lo prende]

 

CHRIS: Scusa, [ sorridendo] è tuo?

KAREN: [ abbassando il libro e sorridendo] sì grazie.

 

[ Karen prende il biglietto e poi torna a leggere. Chris aspetta un attimo ]

 

CHRIS: [ schiarendosi la gola] Scusami ma non ho potuto far a meno di sentire che sei diretta a Provincetown.

KAREN: [ guardandolo male] non ti hanno mai detto nessuno che non si spiano le telefonate private?

CHRIS: Hai ragione ma sai come… [ guardandosi intorno] siamo su un treno… [ sorridendo] ad ogni modo anche io sono diretto a Provincetown… anzi a dir la verità e là che vivo.

KAREN: Sono contenta per te…

CHRIS: Però io sono sicuro di averti vista già da qualche parte… sei anche tu di Provincetown?

KAREN: [ sospirando] No, facevo l’università… [ alzando le spalle] forse è li che mi hai vista?

CHRIS: Non credo io non faccio l’università…

KAREN: Forse quando facevo la modella per qualche nudo in arte…

CHRIS: [ ridendo] tu facevi la modella nuda? Accipicchia perché non ho studiato arte…

KAREN: [ stizzita] va bene… ho capito. Tanto piacere…

CHRIS: Ma dai scusa… [ tornando serio] hai ragione sono stato un cafone.

KAREN: Stai migliorando…

CHRIS: [ schioccando le dita] Ecco dove ti ho vista!!! Al campo!

KAREN: [ non capendo] Al campo?

CHRIS: Sì, tu stavi insieme a Becker se non sbaglio… mamma che fortuna! Ma come ho fatto a scordare un bel viso come il tuo…

KAREN: [ storcendo la bocca] Se tirare in ballo Becker era un modo per attaccare bottone… hai sbagliato di grosso. E se poi è un tuo amico puoi anche smettere di parlarmi…

CHRIS: [ fischiando] Deve proprio averti fatto arrabbiare? Ma allora qualche straccia dal suo amico Rustin deve pur averla presa… scommetto che ti ha usate e gettata il mattino dopo…

KAREN: Non è andata proprio così… ma non possiamo cambiare argomento?!

CHRIS: Oh sì… è meglio… [ alzandosi e sedendosi accanto a lei] Io sono Chris.

KAREN: [ sorridendo] io mi chiamo Karen.

CHRIS: Quindi… se non sei di Provincetown e da quel che ho capito hai finito l’università perché torni li?

KAREN: [ sospirando] bella domanda! Ad ogni modo l’università non l’ho finita… ho preso solo una pausa. E ritorno per vedere se riesco a riprendere ciò che ho lasciato in sospeso. E tu invece  che ci fai su un treno? Tornato da una vacanza?

CHRIS: Veramente sto facendo un corso a Portland.

KAREN: Ma va! Ma io abito a Portland…

CHRIS: [ sorridendo] vedi la coincidenza…

KAREN: e se non sono troppo indiscreta… che studi?

CHRIS: Prometti di non ridere? [ Karen fa cenno di sì con la testa] Cucina…

KAREN: Cucina?!!

CHRIS: già.. Un giorno vorrei poter aprire un ristorante tutto mio…

KAREN: Bell’ambizione… mi piacciono i tipi che hanno un sogno da realizzare…

CHRIS: [ sorridendo]E tu invece? Che vuoi fare nella vita?

KAREN: [ alzando le spalle] Altra bella domanda! Sogni da realizzare? Nessuno in particolare…

CHRIS: [ sorridendo] Mi piacciono le tipe che non hanno sogni da realizzare…

 

[ Karen scoppia a ridere e i due continuano a parlare mentre il treno prosegue in direzione di Provincetown.]

 

12. [VIA PER LA STAZIONE. David sta camminando senza una meta, si sentiva un ‘cretino ‘ per aver discusso con Jenny, ma vedere la sofferenza di Macy per Scott, lo aveva convinto che non gli andava di fare la sua stessa fine. David raggiunge un bar e decide di entrare.  Va al bancone e ordina da bere senza mai alzare la testa dal ripiano]

 

BARISTA: Brutta giornata amico?

DAVID: Non sicuramente una delle migliori…

BARISTA: Scommetto che si tratta di donne…

DAVID: [ allungando 3 dollari] dammi una birra va?

BARISTA: [ sorridendo] ok e questa ordinazione indica che è un sì alla mia domanda…

 

[ David alza le spalle e il barista va a prendere la birra]

 

13. [CASA TRAY. Susan è seduta sul letto con gli occhi arrossati che guarda le foto sue da piccola e in televisione ci sono le immagini di una vacanza sua con George. Susan fissa il televisore e poi prende il cellulare componendo il numero che conosce a memoria, cioè quello di George, ma lui non risponde. Susan allora gli scrive un messaggio. ]

 

SUSAN: [ scrivendo] George ho fatto una sciocchezza e mi dispiace, ma ora ho un essere vivente dentro di me e io non so che fare… perdonami se puoi e ricordati che io ti ho amato davvero.

 

[ La ragazza continua a fissare la foto di lei da piccola e tutto ad un tratto si decide. Prende la giacca, infila un paio di scarpe ed esce di casa. Prende la macchina e si avvia verso casa di Alex. Quando Susan arriva all’abitazione del suo amante parcheggia e scende dalla macchina dirigendosi verso il campanello da suonare, ma proprio quando si trova a metà vialetto guarda dentro la finestra e si ferma. Alex è al tavolo con Alicia e i suoi genitori che mangiano e sorridono tutti insieme. Davvero un bel quadretto famigliare e Susan resta qualche minuto ad osservarlo, poi si stringe la pancia e con una lacrima che le scivola sulla faccia, si volta e ritorna in macchina. ]

 

14. [CASA BECKER. Lucy ha finito i compiti e guarda per l’ennesima volta il cellulare. Daniel non era venuto e non aveva nemmeno risposto al suo messaggio così lo prova a chiamare di nuovo]

 

DANIEL: ciao!

LUCY: Ehi… ero preoccupata…

DANIEL: Sì scusami ma ho deciso di fare tre tiri al canestro e il tempo è volato.

LUCY: Ma io ti aspettavo a casa… me lo avevi promesso.

DANIEL: mi spiace… ora è tardi e devo fare ancora i compiti… ci vediamo a scuola domani e ti prometto che staremo insieme un po’ prima degli allenamenti

LUCY: [ triste] d’accordo…

 

[ Daniel mette giù il telefono e sospira poi prende in mano di nuovo il pallone e inizia a buttarlo nel canestro con violenza. Nel frattempo Lucy si guarda in torno e rattristata chiama Nick]

 

LUCY: Ti dispiace se vengo da te?

NICK: tutto bene?

LUCY: Non lo so…

NICK: Ti aspetto…

 

[ Lucy prende la giacca e dopo aver avvertito il padre esce di casa]

 

15. [ BAR DELLA STAZIONE. SERA. David è al bancone che beve. Ora un uomo ciccione si è avvicinato e inizia ad urlare con il barista. David lo guarda male, ma il signore continua ad urlare, è evidentemente ubriaco. Allora David ordina un’altra birra e va a sedersi ad un tavolino affianco alla parete. Il ragazzo beve un sorso e poi mette il bicchiere sul tavolo e appoggia la testa alla parete chiudendo gli occhi. Proprio in quell’istante vediamo entrare nel bar anche una ragazza con una valigia]

 

RAGAZZA: Mai avrei immaginato di poter incontrare David Becker in un posto così squallido!

 

[David apre gli occhi al suono di quella voce e si gira lentamente, allargando gli occhi stupito nel vedere la ragazza che si trova davanti]

 

DAVID: Karen?!

KAREN: Bè almeno il mio nome non te lo sei dimenticato

DAVID: [sorridendo] non avrei mai potuto…

KAREN: [sorridendo anche lei]Non sei cambiato molto!

DAVID:[ osservandola] nemmeno tu! Ma che ci fai qui?

KAREN: Ogni tanto torno qui per l’università… sai mio padre vuole che finisca quello che ho iniziato. Posso sedermi?

DAVID: [ acconsentendo] Oh sì certo, vuoi anche qualcosa da bere?

KAREN: Una birra grazie…

DAVID: [ al cameriere] può portare una birra media alla signorina?

CAMERIERE: Certamente

DAVID: [ girandosi di nuovo verso Karen] Ma non ti ho più vista in giro dopo…

 

[ David non sa come continuare la frase]

 

KAREN: [ sospirando] diciamo pure che ho cercato di evitarti… [ spostandosi indietro per dar modo al cameriere di darle la birra] ma ora non mi sarà più possibile[ David aggrotta le sopracciglia] sì, insomma… non è molto economico e soprattutto comodo fare avanti e indietro da Portland… quindi penso di ritornare a vivere qui e ricominciare a frequentare… [ sospirando]

DAVID: [ contento] Davvero? Sono contento…  [ imbarazzato] cioè voglio dire… mi sarei sentito in colpa se tu non avessi finito l’università a causa mia… insomma…

KAREN: [ sorridendo] tranquillo David, anche io sono contenta di essere tornata… insomma [ alzando le spalle] l’ho superata davvero e la vita continua… [ David sorride sollevato] Ma cambiando argomento ti che ci fai in questo postaccio?

DAVID: [ bevendo] ah! Lasciamo stare… non credo ti faccia piacere sapere il motivo…

KAREN: E’ per una ragazza? Non sarà per quella famosa morettina vero?

DAVID: Già... ma non sei obbligata a starmi ad ascoltare…possiamo benissimo parlare d’altro!

KAREN: [ prendendogli la mano] non c’è problema…

DAVID: Ma…

KAREN: [ interrompendolo] David… allora?

DAVID: [ sorridendole] bè diciamo che le cose non sono tanto semplici come speravo…

 

[ I due continuano a parlare piacevolmente insieme]

 

THE END